Alla cassa del supermercato. Mentre pago, un signore arriva da fuori trafelato e senza dire né buongiorno né buonasera, intima alla cassiera di fare un annuncio all’altoparlante: “ce sta n’idiota che ha parcheggiato da venti minuti una Citroen C1 in doppia fila”. La cassiera, che è sudamericana, fa per ripetere la frase all’altoparlante ma si blocca, “non ho capito l’inizio”, dice. E il signore ripete più forte “ce sta n’idiota, capito, n’idiota, che ha parcheggiato in doppia fila…”. La cassiera vorrebbe annunciare solo marca e modello della macchina incriminata, ma il trafelato proprietario della macchina bloccata questo non lo ripete. La cassiera non fa in tempo a parlare, che da un’altra cassa il proprietario della Citroen, un ragazzo, si fa avanti, dice mi spiace, sto pagando e arrivo. Il ragazzo ha torto, ovviamente, ma fuori trova ad attenderlo una folla inferocita di una dozzina di persone che hanno fatto un capannello e stanno lì pronte a linciarlo. Per quanto mi riguarda, a questo punto sono loro dalla parte del torto, e di gran lunga.

L’altra sera sotto casa qualcuno mi ha spostato lo scooter, parcheggiato con tanto di catena e bloccasterzo, incastrandolo tra il muso di un furgone e la saracinesca di un garage. Incastrandolo, letteralmente, infatti non riuscivo a spostarlo in nessun modo, e neanche ad avvicinarmi per togliere la catena. E poi non c’era un passaggio per uscire. Potevo sbroccare, avevo un po’ fretta, mi sono affacciata in piazzetta e con calma ho chiesto ai ragazzi presenti se avessero idea di chi potesse essere il furgone parcheggiato là dietro. Uno di loro ha detto sì, lo so di chi è, è di uno che lavora qui vicino, aspetta, tranquilla. È andato via ed è tornato dopo qualche minuto con le chiavi del furgone, l’ha spostato, liberando il mio scooter. Il ragazzo del furgone si scusa, mi ha detto, era in ritardo a lavoro e non c’era parcheggio da nessuna parte. Certo avrebbe potuto evitare di mettere lo scooter in quel modo, ma nessuno si è incazzato, nessuno ha alzato la voce, e quando beccherò il proprietario del furgone in giro (sta sempre parcheggiato da queste parti) magari gli farò una battuta, ma certamente non gli spaccherò la faccia. A parte il fatto che non ne sarei capace. Ma un tempo l’avrei cercato a forza di urla e clacson, chi mi aveva bloccato lo scooter in quel modo.

A proposito di alzare la voce: qualche notte fa dormivo con la finestra aperta e sono stata svegliata alle cinque di mattina (di un giorno feriale) da una signora che ha urlato a dei ragazzi che a quell’ora evidentemente facevano ancora rumore in piazzetta: “ma voi non ce l’avete una casa?”. Io le voci dei ragazzi non le ho sentite, ma quella della signora mi ha svegliata di botto. Ieri sera chiacchieravo con uno che gestisce una birreria qui sotto casa e mi ha chiesto: riesci a dormire quando c’è tanta gente per strada? Io gli ho detto di sì, (tranne, va bé, quando in piazzetta mettono “Va pensiero” a un’ora imprecisata di sabato sera e io sto dormendo e mi sveglio a chiudere la finestra e a domandarmi perché tutto ciò, ma questa è un’altra storia) gli ho raccontato della signora che mi aveva svegliata con il suo urlo e lui mi ha detto che sa chi è e glie lo dirà, che mi ha svegliata, così magari la prossima volta si mette nei miei panni e ci pensa due volte 🙂

Morale della favola: questa città ci inferocisce, ma come unico rimedio ho imparato ad alzare la voce una volta di meno e a scambiare due parole con chi mi sta intorno una volta di più 🙂 e mi sa che funziona, o almeno mi piace 🙂

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