Svegliarsi di proposito un’ora prima per iniziare la giornata di lavoro andando a dare da mangiare ai cavalli, quando è già giorno ma tra le falesie spunta ancora la luna. Scervellarsi per capire dov’è finita una gallina dispersa e dov’era scomparso il gallo andato a fare un giro e tornato dopo due settimane. E dove si son messe a deporre le uova le galline rimaste al loro posto, visto che di uova fresche da un po’ di giorni a questa parte se ne trovano ben poche. Accorgersi di vivere in un posto in cui case, automobili e stanze d’ostello non si chiudono a chiave, ma i fienili sì. Ogni mondo ha i suoi beni primari: qui il fieno vale più di un tablet o di un televisore.

Rendersi conto che sta già arrivando la primavera perché il pavimento si asciuga più in fretta. E perché lavoriamo in maglietta e pantaloni corti, e posso alzare il volume della musica perché si senta in tutta la casa e quando la playlist finisce c’è ancora qualcuno che canticchia Jealous guy. Perché dopo pranzo si può prendere il sole in costume in terrazza. O stare stesi a bordo piscina a immagazzinare calore prima di partire per un paese freddo, anzi gelido.

Ieri è finito gennaio, con una domenica che è una chiacchierata in spagnolo tra sentieri di montagna e una passeggiata solitaria nel paese che sonnecchia e sfumacchia, tra gatti che ti sfuggono se li vuoi fotografare, voci che si nascondono nei vicoli e non le troverai, scritte antifasciste e signore inglesi che maledicono l’idea di accollarsi tutte quelle scale fino in cima al villaggio, dove il panorama arriva al mare, ma loro sono troppo stanche per guardare, si siedono sulla panchina, riprendono fiato e tornano giù. Io volevo aspettare lì la puesta del sol, il tramonto, ma ero uscita con i sandali, ho iniziato a sentire freddo e sono tornata indietro anch’io. E però il tramonto poi l’ho visto lo stesso, da una collina a pochi metri da qui, a cui si accede da un tunnel segreto tra gli ulivi. Sulla collina c’è un pensatoio sotto forma di sedia verde di plastica. Intorno alla collina passano le macchine ma non le senti e non le vedi, e qualcuno domanda se questo tramonto spettacolare va in scena ogni giorno, oppure oggi è speciale. No, è un giorno come un altro da queste parti, e anche se sulla costa hanno costruito grattacieli che vorrei si chiamassero ecomostri, qui c’è ancora un sacco di cielo, e un sacco di spazio.

Ho visto su Facebook che oggi è lunedì primo febbraio. Anche qui è lunedì primo febbraio, ed è iniziata un’altra settimana.

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