La parola magica

Anche se teoricamente non sarebbe il mio lavoro, quando al call center telefonano dalla Spagna e la collega madrelingua non c’è, il ragazzo del servizio clienti mi fa un cenno, mi tolgo le cuffie e lui mi dice la parola magica: Spagna!

Il mio collega, che ha appena finito di sistemare le tende come meglio può perché non arrivi il sole negli occhi suoi e del suo vicino di banco studente-skater-operatore del servizio clienti, risponde in inglese, e prima che il cliente all’altro capo del telefono possa proferire parola, gli dice: don’t worry, we have someone who speaks Spanish for you. E mi inoltra la chiamata.

Nel corso di un paio di minuti ho risolto tutto, con teutonica efficienza e rapidità. A questo punto la voce del tizio madrileno all’altro capo del telefono mi confessa: guarda che io l’inglese lo so parlare, e quando ha risposto il tuo collega, già pregustavo la telefonata in inglese per mettermi alla prova, non mi capita spesso di averne l’occasione. Ma il tuo collega ti ha inoltrato la telefonata alla velocità della luce!

Sto per spiegare al cliente spagnolo che sì, il collega mi ha inoltrato la chiamata perché gli spagnoli sono soliti impanicarsi e riattaccare quando qualcuno gli risponde in inglese, noti come sono per la loro conoscenza delle lingue straniere paragonabile a quella degli italiani, ovvero quasi zero. E soprattutto perché i due ragazzi che lavorano con me il mercoledì pomeriggio sanno che parlare spagnolo mi rende felice e che non aspetto altro nel corso delle mie giornate lavorative.

Ma non faccio in tempo a dirglielo, perché la voce che arriva da Madrid prosegue: sono così contento del vostro aiuto, grazie! E poi mi sa che intravede il sorriso incredibile che mi spunta sul viso ogni volta che parlo spagnolo, perché aggiunge: Giulia, me encantas!

A me scappa di sorridere ancora di più, perché mi pare che questo idioma renda tutti più gentili: gli spagnoli che ci telefonano e che, nella mia breve esperienza, quando non sono costretti a parlare inglese risultano essere regolarmente i più prodighi di complimenti (e, in rari casi, di incazzature scomposte che un tedesco non si sognerebbe mai, ma nelle quali i campioni assoluti sono sicuramente gli italiani), e io, che quando parlo italiano sono una qualunque, ma in spagnolo mi trasformo nell’operatrice di assistenza clienti più sorridente, gentile ed efficiente della storia

Poi mi ricordo che un anno e mezzo fa non parlavo una sola parola di spagnolo. Ci ripenso, e sono ancora più felice

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