Arrivederci, mondo

Situazione attuale:

tre giorni alla vigilia di natale, alle tre di notte mi trovo a redigere un piano delle cose indispensabili da fare da qui a quel momento, divise per giorno e ordine di priorità.

Le mie cose sono sparse tra due case, anzi quasi tre. Ho dormito in tre posti diversi nelle ultime tre notti. Non so ancora in quale delle case ospiterò la cena della vigilia, alla quale ho già invitato quindici persone, ed eventualmente il pranzo di natale. Tuttora non possiedo nessun tipo di decorazione natalizia, né un piccolo albero di natale.

Ho tre pacchetti di cose importanti ordinate online che servono per il nostro evento di capodanno, ma a causa del caos legato ai miei traslochi e della mia inesperienza con gli acquisti online non so più a quale indirizzo siano andati a finire, né se per sbaglio, come credo, ho intestato i pacchetti al mio compañero, che sarà in Messico fino a metà gennaio. Quindi, se non sono in casa e i pacchetti vanno a finire all’ufficio postale, sono fottuta. E in diretta dalla costa messicana del Pacifico, il suddetto vacanziero mi trasmette quotidianamente ansia premurandosi di ricordarmi il problema.

Ho quattro grossi appuntamenti di foodsharing da qui alla vigilia – perché a natale si spreca molto di più e perché molti foodsaver non sono in città o sono troppo occupati. Il lato positivo è che le cose che recupererò le useremo per il pranzo del 25, che dovrò improvvisare perché la mattina di natale lavoro dalle 6 alle 13 e ancora nessuno si è offerto di organizzare il pranzo al posto mio, e forse meglio così. Andrà a finire che il pranzo del 25 sarà una cena e che i piatti della vigilia da lavare li laviamo direttamente mentre cuciniamo il giorno dopo.

Insomma, se tutto va bene, nei prossimi 11 giorni avrò organizzato due cene di natale per 15 persone e una grande festa internazionale di capodanno dove sono anche una dei due deejay e devo ancora preparare anche la musica. Avrò lavorato il 25 e il 31 dicembre dalle sei a mezzogiorno. Avrò salvato un centinaio di chili di cose da mangiare prima che vadano a finire nella spazzatura. Mi sarò accorta regolarmente troppo tardi che qualsiasi cosa mi occorra in un preciso momento si trova nell’altra casa. Ah, e sabato gioca pure il Bayern e finalmente posso guardare la partita perché non devo lavorare proprio a quell’ora. Poi, per fortuna, la Bundesliga va in pausa invernale. E dimenticavo la cosa più importante: devo fare di corsa un sacco di scartoffie per il contratto della mia futura nuova stanza in affitto.

La cosa buona è che con tutto quello che ho da fare mi sa che non farò in tempo ad accorgermi che per la prima volta nella mia vita, il 24 dicembre non sarò a Bari a godere del sole al chiringuito, della focaccia, della Peroni, delle pettole e delle orecchiette con le cime di rape di mia madre.

Arrivederci e scusa, mondo, ci sentiamo direttamente il due gennaio.

P.S. ho dimenticato una cosa ancora più importante: sono circondata da tanto amore anche qui ❤

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