La febbre del sabato sera

Narvik, siamo in arrivo nella stazione di Narvik, this is the end of the line, capolinea. L’annuncio del capotreno, dopo 23 ore e 25 minuti di viaggio, è una liberazione. Il viaggio non è stato eccezionale, salvo forse per l’eccezionale numero di ore di sonno che sono riuscita a concedermi, era una vita che non dormivo così. Un couchsurfer di Narvik con cui avevo scambiato un paio di messaggi l’altro giorno mi diceva che negli ultimi 45 minuti di viaggio (gli unici in territorio norvegese, questa linea ferroviaria è svedese e sconfina in Norvegia solo per un breve tratto) avrei potuto ammirare dal finestrino un paesaggio maestoso. E invece solo nebbia e così ho solo intravisto fiordi e gole.
Continua a leggere

Da cielo a cielo

Le nove e un quarto di un mattino grigio d’inizio agosto. Un treno che da ormai quindici ore percorre a sessanta, settanta chilometri all’ora tutta la Svezia da sud verso nord. Ho un posto finestrino ma il paesaggio là fuori è alquanto monotono. Alberi dai tronchi sottili, i rari centri abitati con le loro piccole stazioni, qualche lago sulle cui rive sono parcheggiate due o tre canoe, unico elemento di colore tra un cielo grigio e un paesaggio sbiadito.
Continua a leggere