Amaretto

Cartolina dal trasloco più lungo della storia.

Da ormai quasi una settimana risiedo sul comodo divano della casa che per quattro settimane mi era stata subaffittata dal mio compañero, vale a dire ex ragazzo e ora amico, compagno di avventure, a volte di litigi e a volte di titaniche imprese. Ora che lui è tornato dal suo viaggio, avrei dovuto trasferirmi nella mia nuova stanza, ma il mio nuovo contratto d’affitto è stato vittima delle lungaggini della peggiore burocrazia tedesca e, dopo una serie di intrighi e sospetti (abbiamo addirittura pensato che la mia ex coinquilina avesse fatto sparire il plico con il contratto dalla cassetta della posta per farmi un dispetto), ho appreso ieri che potrò ufficialmente traslocare solo tra due settimane.

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Arrivederci, mondo

Situazione attuale:

tre giorni alla vigilia di natale, alle tre di notte mi trovo a redigere un piano delle cose indispensabili da fare da qui a quel momento, divise per giorno e ordine di priorità.

Le mie cose sono sparse tra due case, anzi quasi tre. Ho dormito in tre posti diversi nelle ultime tre notti. Non so ancora in quale delle case ospiterò la cena della vigilia, alla quale ho già invitato quindici persone, ed eventualmente il pranzo di natale. Tuttora non possiedo nessun tipo di decorazione natalizia, né un piccolo albero di natale.
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Wishbone

Terza domenica d’avvento, in Germania queste cose si prendono molto sul serio, la coinquilina che presto sarà ex ha acceso la terza candela sul tavolo in cucina. Mi tiro fuori dal letto troppo presto dopo la seconda notte insonne di fila, anche se molte cose si stanno pian piano aggiustando non riesco ad apprezzare a lungo la sensazione di sollievo che dovrei provare. Continua a leggere

Benvenuti a casa

La maledetta chiave non vuole saperne di infilarsi nella toppa della serratura del portone di casa. Potrei dare la colpa all’oscurità della notte, se non fosse che in Germania d’inverno le ore di luce sono meno di otto e la vista si abitua giocoforza a lavorare al buio. Finalmente riesco ad aprire il portone, in attesa che finalmente mercoledì vengano a sostituire la serratura difettosa. L’efficienza tedesca è un mito spesso sopravvalutato. Continua a leggere

Disgelo

Fuori dalla finestra la pioggia ha smesso di fare rumore. Senza scostare la tenda posso intravederne il motivo. È la prima nevicata dell’anno. Solo cinque settimane fa facevamo ancora barbecue al canale e qualcuno addirittura nuotava per pochi gelidi secondi. Continua a leggere

Mala noche

Stavo tornando a casa dopo una notte non delle migliori, anche se di peggiori ce ne sono state, eccome. Tornavo a casa a piedi perché già ho imparato a non uscire in bici quando c’è di mezzo una festa. Ho detto buonanotte a una compagnia fatta di una ragazza che si è ubriacata per la tristezza del suo cuore spezzato da uno che se ne approfitta soltanto, di due uomini che si contendono la mia amica che tra quattro giorni parte e che alla fine penso se ne andrà a casa da sola, e di una diciannovenne che il mio amico quindici anni più vecchio di lei si porterà a casa stasera, solo poche ore dopo essersi accomiatato da una di lei connazionale che ha passato quattro giorni di vacanza a casa di lui (e un poco a casa mia) immaginando probabilmente di essere in un porto sicuro tra le braccia di qualcuno che la capisce, conosce la sua terra, e invece.

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Musica per gli occhi

In un pomeriggio di pioggia in cui nessuno vuole tornarsene a casa ci troviamo tutti insieme, un polacco, una messicana, un texano, un’italiana, un bengalese e un tedesco, a mangiare l’ultimo gelato di questa lunga estate ormai (giustamente) sconfinata in un grigio autunno, e tu hai la febbre e non hai una giacca se non la felpa con cappuccio presa in prestito da un mio amico in una notte gelida ma felice lo scorso fine settimana. Come sono stata felice, quella sera, anche se non ricordo tutto. Mercoledì, poco prima di andare a mangiare il gelato, ho incontrato un’altra foodsaver e mi ha detto: ci siamo viste davanti al supermercato, venerdì sera, stavate parlando in inglese con un senzatetto, noi avevamo fretta, ma voi sembravate felici.

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