Arrivederci, mondo

Situazione attuale:

tre giorni alla vigilia di natale, alle tre di notte mi trovo a redigere un piano delle cose indispensabili da fare da qui a quel momento, divise per giorno e ordine di priorità.

Le mie cose sono sparse tra due case, anzi quasi tre. Ho dormito in tre posti diversi nelle ultime tre notti. Non so ancora in quale delle case ospiterò la cena della vigilia, alla quale ho già invitato quindici persone, ed eventualmente il pranzo di natale. Tuttora non possiedo nessun tipo di decorazione natalizia, né un piccolo albero di natale.
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Una catena di regali

Dopo una serie di prove teoriche e pratiche (comprese le ovvie difficoltà con le complessità della lingua tedesca), immaginate di ricevere un tesserino che vi permette, come membro di un’organizzazione no profit che combatte gli sprechi alimentari, di andare, previo appuntamento, a recuperare le cose da mangiare che ristoranti, negozi, supermercati e bar altrimenti butterebbero via.

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Libertà

Il fatto è che prima di partire non ho “studiato”. O, meglio, ho studiato il minimo indispensabile per arrivare fino alle Lofoten. E poi, da lì, vedremo, we can take it from there, come dicono gli inglesi con un’espressione che per qualche ragione mi piace un sacco. E così, quando Terje mi dice: non importa se piove, devi vedere Saltstraumen, andiamo!, io non so di cosa stia parlando.
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