A tale of mortgages, climbing shoes, and things left behind

[Versione italiana qui]

On Saturday afternoon I was walking through the city centre, wearing my beloved FC Bayern jersey, enjoying the rays of light of such a wonderfully warm October day, happily greeting numerous friends and acquaintances along the way. I was walking fast to reach the place where we were going to watch the Bundesliga match, so I could not stop and chat with anyone for more than one minute. I was hopeful that we would win and put an end to a short but painful series of disappointing matches. Continua a leggere

L’elefante di cemento

Le partite vanno male da una settimana a questa parte, oggi ci ha salvato la sorte e una traversa maldestra o malandrina che dir si voglia. Domani è festa nazionale e quindi domani non si lavora e stasera non si torna a casa di corsa dopo la partita infrasettimanale, si resta fuori, anzi c’è chi arriva alle due di notte un attimo dopo che io sono andata via.

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Le ali

Sulla strada del ritorno il barbecue con le ruote non pesa più, e neanche lo zaino. Neanche sulla salita del ponte. Le ali me le hanno regalate gli amici che questa sera sono venuti a dividere con me l’ultima notte d’estate nel mio posto segreto di fronte al porto, con vista in prima fila sul tramonto.

Che poi chi l’ha detto che è l’ultima, questa notte tiepida in cui spariscono le stampelle, con cautela si dichiarano guarite le ginocchia rotte e si inforcano dopo una vita le biciclette e in cui accanto a noi un gruppo fa la fila per tuffarsi nelle acque del canale?

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Estate sulla pelle

Ci sono sogni che faccio così assurdi e realistici da fare paura. Con personaggi del mondo reale mischiati senza alcun senso in posti che non c’entrano niente con loro. Ieri nel mio sogno c’era mio fratello, che mi manca un sacco. Non mi ricordo dov’era il posto, somigliava alle colline della Toscana, ma era tutt’altro. C’era gente che ci incasinava la vita, e c’erano amici, insomma c’erano persone belle e brutte, com’è fatta la vita. Continua a leggere

Parachutes

Last day on my current job after 1,5 years. “Do you already have something lined up?”, they ask me. I have a few ideas for my future, I say. Are they good ideas? Will it all work out? I don’t know. Are you worried about the future? Not at all. I have already started again in four different countries, and now that I’m not even going to leave the city that I now call home, I feel I have nothing to be afraid of. Continua a leggere

Bellezza

Stasera la notte cade tiepida e silenziosa in questo punto in cui le acque del canale si aprono a formare il porto. Sono seduta sull’altra riva, che avevo sempre e solo visto da laggiù, dai bar del porto, all’ombra delle ciminiere in disuso e di quelle quattro che sfumacchiano ancora. Dicono che siano gli ultimi giorni di un’estate che ha bruciato i prati e tolto l’aria ai pesci del lago. Io non riesco a decifrare il meteo di questi tempi e non so se sia vero. Non mi stupirebbe se l’autunno lo saltassimo direttamente e arrivasse presto un freddo che spacca di nuovo la pelle. Gli alberi della Promenade hanno già perso molte delle loro foglie, ma non è l’autunno, è la siccità.

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Love affair

Is there life after the World Cup? I had not asked myself this question since 1990, when the World Cup took place in Italy and I was still a child with a love affair with football. On the 3rd of July 1990 (I hadn’t realised it was the same date as today), Italy got kicked out of the World Cup they hosted as Argentina won the semifinal on penalty kicks. On that night I cried like a kid (well, I was a kid) wandering around the holiday resort where I was staying with my cousin and her family, not only because Italy was out but because I was feeling the end of the World Cup coming, after so many months (years maybe) of excitement and expectations preceding it. I cried so much that everyone was laughing at me (but okay, I was a kid) and my father took me to see Italy play the game for the third place against England, which was taking place in our hometown. I still don’t know how much it cost him (papà, you can tell me now! And I really appreciate it). Continua a leggere