Amaretto

Cartolina dal trasloco più lungo della storia.

Da ormai quasi una settimana risiedo sul comodo divano della casa che per quattro settimane mi era stata subaffittata dal mio compañero, vale a dire ex ragazzo e ora amico, compagno di avventure, a volte di litigi e a volte di titaniche imprese. Ora che lui è tornato dal suo viaggio, avrei dovuto trasferirmi nella mia nuova stanza, ma il mio nuovo contratto d’affitto è stato vittima delle lungaggini della peggiore burocrazia tedesca e, dopo una serie di intrighi e sospetti (abbiamo addirittura pensato che la mia ex coinquilina avesse fatto sparire il plico con il contratto dalla cassetta della posta per farmi un dispetto), ho appreso ieri che potrò ufficialmente traslocare solo tra due settimane.

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Arrivederci, mondo

Situazione attuale:

tre giorni alla vigilia di natale, alle tre di notte mi trovo a redigere un piano delle cose indispensabili da fare da qui a quel momento, divise per giorno e ordine di priorità.

Le mie cose sono sparse tra due case, anzi quasi tre. Ho dormito in tre posti diversi nelle ultime tre notti. Non so ancora in quale delle case ospiterò la cena della vigilia, alla quale ho già invitato quindici persone, ed eventualmente il pranzo di natale. Tuttora non possiedo nessun tipo di decorazione natalizia, né un piccolo albero di natale.
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There is no space and time

In Italy it’s father’s day today. My brother just sent me a photo of him and my father. Just taken, I guess.

I hardly ever feel like this but now I don’t know why, I’m in the office with tears in my eyes because I can’t just go home for a few hours and have dinner with them and then go back to my life. Continua a leggere

E se hai freddo alle mani prendi le mie mani

Fuori è una domenica gelida e luminosa e io per ora la onoro godendomi il riscaldamento e il sole che illumina il mio divano. Ieri al mercato faceva così freddo che a poco è servito il burrocacao, sopra il labbro ho una macchia di pelle che si è seccata al punto di far male. Faceva freddo da morire mentre con gli altri foodsharer mettevo ordine tra le cassette di frutta e verdura ricevute dalle bancarelle che, invece di buttare la roba-quasi-vecchia, la danno a noi, e siccome non è che puoi toccare frutta e verdura con i guanti di lana, dopo mezz’ora a furia di star nude senza guanti, le punte delle dita erano quasi viola e quasi congelate e facevano male anche loro. Continua a leggere

Weekend

Nella strada accanto al cinema il silenzio di un venerdì sera leggermente piovoso è interrotto solo da una serranda che rumorosamente si abbassa. Qualcuno va a dormire mentre l’avventura del mio fine settimana sta appena per cominciare. Continua a leggere

Liberi tutti

Le sette del mattino, inizia già a fare giorno e la luce rende quasi bello persino il brutto, sperduto quartiere residenziale per studenti dove vivono due degli amici con cui ho condiviso questa ultima, folle giornata di carnevale. Forse non è vero che è questa luce a rendere tutto più bello, ma forse solo il pensiero che finalmente, tra pochi minuti, per due ore e mezza potrò infilarmi sotto le coperte che uno dei due amici mi presterà e concedermi un breve riposo prima di andare al lavoro, soluzione di fortuna visto che la mia coinquilina dorme e ho lasciato le chiavi a casa. Siamo reduci da tre ore di treno regionale in piena notte con due cambi, più un autobus e prima un taxi. Sul treno abbiamo dormito a turno, mettendo la sveglia sui cellulari dalle batterie ormai tenute in vita a fatica, per non perdere la coincidenza tra un regionale e l’altro.  Continua a leggere

L’ora dei miracoli

È l’ora dei miracoli, l’ora in cui dopo tre mesi grigi finalmente è uscito il cielo, l’ora in cui lungo la strada grigissima per andare al lavoro mi accorgo all’improvviso dell’esistenza dei colori, l’ora in cui mi lascio bruciare gli occhi da un tramonto che non ricordavo, lungo una strada a senso unico su una collina che non sapevo esistesse.

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