Le case a fette

Sto qui in Spagna da due mesi e ancora non ho comprato una guida. Un libro, intendo. E a questo punto, dubito che mai la comprerò. Il motivo è, tra le altre cose, che non trovo quasi mai una guida che fa per me. Non solo perché gran parte delle guide sono fatte per viaggiatori disposti a spendere. Ci sono anche le guide per backpackers e per chi viaggia con due lire, ovviamente. Però, in Spagna, il viaggio low cost tipicamente previsto per i giovani (o comunque da chi viaggia senza famiglia al seguito) mi pare essere più che altro mare, tapas e locali, oppure il classico e frenetico tour delle città più importanti per visitarne le attrazioni principali e metterci, per così dire, le bandierine, e se c’è una guida per backpackers sicuramente farà riferimento più che altro a quel tipo di offerta. Insomma, in genere, e a maggior ragione qui, non mi pare facile trovare una guida per un turismo lento, economico e principalmente immerso nella natura e fatto di perdersi nei vicoli dei piccoli paesi e nelle strade sterrate di campagna. Continua a leggere

Due

Il paese ha case bianche e tetti color terracotta come tutti i paesi dell’Andalusia. Ha strade che si precipitano in picchiata e che mi piacerebbe evitare di dover percorrere, in macchina o a piedi, ma se non conosci il posto non le puoi prevedere. Ha fioriere fatte di pallet dipinti a colori accesi e piazzati sui muri esterni delle case bianche lungo le strade vertiginose. Nella piazza ha un bar microscopico in cui suonano la chitarra e bevono birra, ma non c’è spazio per entrare. Ha un posto dove le tapas sono buonissime e sanno ancor più di buono perché non ci vado mai, a mangiare fuori, ma stavolta si trattava di un pranzo speciale, iniziato alle quattro di pomeriggio e offerto anche a me per proprietà transitiva da una dolce signora inglese come ringraziamento per un lavoro che non ho fatto io.

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Dietro la prossima curva

“Gira appena possibile. Gira appena possibile”, mi intima, con la calma di un rapinatore svogliato, il navigatore offline e per ora ancora gratuito che ho installato sul tablet. Doveva essere gratuito per due settimane e invece è quasi un mese che funziona senza pagamento e senza proteste. Mi aspetto che smetta di funzionare all’improvviso mentre mi trovo in un posto sperduto, senza indicazioni e senza accesso a internet. In ogni caso, appena ne avrò occasione avrei voglia di comprare un bellissimo e dettagliatissimo atlante stradale, un oggetto d’altri tempi, il cui desiderio in me si alimenta da quando, l’estate scorsa, facevo l’autostop con in tasca una piccola cartina stradale strappata da qualche dépliant turistico. Il problema è che l’atlante stradale invecchia più in fretta di un navigatore, e non ti parla mentre guidi, quindi ti costringe a fermarti per consultarlo. Ma tanto io mi fermo lo stesso per fare una foto in ogni piazzola a bordo strada, e quindi non fa niente.
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Costruire

C’ho un attacco di rabbia. Perché ho imparato come si fa il cemento nell’impastatrice e come se ne riempie un secchio, come si accende un fuoco di rami secchi senza che bruci tutta la valle, come si fa a fette un mattone forato senza farsi a fette le dita, come si uniscono due pali di legno con colla e bulloni e rondelle e dadi, come si lavora all’aperto nelle ore più calde di un marzo andaluso senza beccarsi un’insolazione. Continua a leggere

Autostrada

Domenica pomeriggio si gioca. In un fazzoletto di terra gialla qualcuno ha ritagliato un campetto di calcio a pochi metri dall’autostrada. Intorno, colline aride gialle costellate di ciuffi d’erba scura, una specie di deserto o meglio una specie di fondale di cartone, la scenografia di un film di Sergio Leone che infatti veniva a girare da queste parti. L’autostrada si è lasciata finalmente alle spalle il cemento della costa orientale della Spagna.  Continua a leggere

La torre di Babele

Sono in incognito. Ho deciso di non rivelare più a nessuno che parlo benissimo inglese, ogni volta che metto piede fuori da questo ostello-enclave britannica e tassativamente anglofona e mi ritrovo improvvisamente catapultata nella realtà, ovvero in territorio spagnolo. E ho deciso di non rivelare neanche che sono italiana, perché gli spagnoli sono gentili, e se provo a parlare la loro lingua nel mio modo ancora stentato, mi dicono di non preoccuparmi, tanto l’italiano lo capiscono benissimo. Continua a leggere

Città

Barcellona. Venerdì sera. Il traghetto ha fatto quasi due ore di ritardo senza una scusa, però eccomi qui, senza mal di mare, senza aver perso pezzi, con alle spalle una lunga notte di sonno pur non ininterrotto e una maratona di serie tv per far passare più in fretta le ore diurne di navigazione.

Scendo dal traghetto e mi dirigo in macchina verso il centre ciutat. Dopo tre giorni di viaggio la mia macchina è un casino di cose sparse ovunque. Tutte cianfrusaglie di nessun interesse, ma sparse ovunque. Ma adesso è tardi e farò ordine domani.  Continua a leggere

Il cartello giallo

Sull’autostrada, dalle parti di Alicante, c’è un grosso cartello giallo – anzi, due cartelli – con scritte in spagnolo e arabo, e il disegno di un traghetto. Le scritte dicono Almeria, città andalusa e antico porto del califfato di Cordoba, e poi Marruecos, Marocco, e un altro nome che non ricordo. Puntano verso sud. Puntano a terre che tra tre mesi potrebbero essere troppo calde per i miei gusti e a una costa che guarda all’Africa. Continua a leggere

I calendari

Svegliarsi di proposito un’ora prima per iniziare la giornata di lavoro andando a dare da mangiare ai cavalli, quando è già giorno ma tra le falesie spunta ancora la luna. Scervellarsi per capire dov’è finita una gallina dispersa e dov’era scomparso il gallo andato a fare un giro e tornato dopo due settimane. E dove si son messe a deporre le uova le galline rimaste al loro posto, visto che di uova fresche da un po’ di giorni a questa parte se ne trovano ben poche. Accorgersi di vivere in un posto in cui case, automobili e stanze d’ostello non si chiudono a chiave, ma i fienili sì. Ogni mondo ha i suoi beni primari: qui il fieno vale più di un tablet o di un televisore. Continua a leggere