Il dopolavoro

L’eccitazione che travolge l’arrampicatore romano quando sta per scattare l’ora legale e si può ricominciare a fare la pomeridiana. Ovvero prendersi un pomeriggio libero dal lavoro per andare a scalare in falesia. Scappare dall’ufficio come un ladro (ma con regolare permesso, s’intende) all’ora di pranzo, correre in scooter o macchina all’appuntamento in palestra o al parcheggio di un ipermercato, il cosiddetto Rusticone, tre quarti d’ora, massimo un’ora e un quarto di macchina e poi a giù a scalare fino a che il sole non sarà bello che tramontato, sfruttando ogni secondo di questo pomeriggio rubato alla giacca, alla cravatta, al computer, alle mail, alle riunioni o a quello che è. Mi piacevano tanto le pomeridiane quand’ero a Roma, così tanto che a un certo punto mi ero fatta cambiare l’orario di lavoro apposta.

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Il tassello mancante

Qui c’è gente che mette la colla su un’asse che si è staccata dal pavimento e se la scorda lì rovesciata, senza riattaccarla, si distrae e si mette a camminare avanti e indietro tutto il giorno su e giù per l’ostello in preda all’indecisione di cosa fare della propria vita: tornare a vivere in un paese senza sole, con un lavoro sicuro, una routine che non ha nessun sapore e amici alcolizzati e depressi, o restare qui a scartavetrare e ridipingere pareti e accompagnare turisti nordici ricchi, anziani e annoiati in giro in pullman in un orrendo labirinto di grattacieli in riva al mare. 
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Buongiorno

Ho capito che da queste parti ci sono dei momenti in cui è importante esserci. Uno è il tramonto, e quindi ormai ho preso l’abitudine di congelarmi stando seduta al tavolo del campeggio in attesa dello spettacolo che ogni pomeriggio lascia senza parole chiunque si trovi a passare e si degni di alzare lo sguardo dalle impegnative attività da cui è preso, come sfogliare la guida per scegliere la falesia per domani, riguardare per la quattrocentesima volta il video dell’amico che ha fatto il salto con la corda dal ponte e che si fa prendere dal panico un attimo prima di buttarsi, o stare su Tinder a cercare una donna con cui uscire, visto che in ostello e in falesia le donne scarseggiano e oltre tutto sono già impegnate. Continua a leggere

Inverno

Da quando sono arrivata io, qui fa più freddo di quanto non ne abbia fatto da un bel po’ di tempo a questa parte. Di giorno si lavora all’aria aperta e se c’è il sole, dato che non si sta mai fermi, spesso si sta anche solo in maglietta. Dopo pranzo la giornata di lavoro è finita e dopo la doccia ripeto sempre lo stesso errore: vestiti estivi, mi metto seduta al sole con il computer per un’oretta. Continua a leggere

Il tempo che c’è

Il primo pomeriggio di tempo libero dal lavoro e senza un programma. Il primo pomeriggio libero dopo sette anni e mezzo di lavoro in ufficio e quattro mesi di scatoloni da fare e disfare, scartoffie, lavori da chiudere, visite mediche, roba usata da regalare in giro. La prima volta che questo pomeriggio libero non è un weekend o una festività o una vacanza, ma una nuova quotidianità. Continua a leggere