Il faro, la scogliera, l’oceano, il tramonto. Quasi ci faccio l’abitudine. In effetti, me li vado a cercare, questi posti. La scogliera di Látrabjarg nei fiordi islandesi, il punto più a ovest dell’Europa, dove arrivare in autostop è una vera avventura. Il faro di Skomvær, su un isolotto sperduto in mezzo a un oceano gelido cento chilometri al largo della Norvegia settentrionale. Il faro di Cabo Trafalgar in Andalusia, circondato da onde bellissime e distese di sabbia deserte, a poche centinaia di metri da spiaggia e baretto e parcheggio affollati di centinaia di surfisti e surfiste perfettamente curati al cui cospetto io, che eccezionalmente non avevo potuto farmi una doccia nei precedenti tre giorni, mi sentivo un po’ a disagio.

Il tramonto al faro di Cabo de São Vicente a Sagres, Algarve, punto estremo a sud-ovest del continente europeo. Venerdì santo, giorno di vacanza, all’ora del tramonto hanno avuto tutti la mia stessa idea, e ora sono tutti qui intorno a me a guardare il sole che si tuffa nell’oceano.

Il posto è oggettivamente bellissimo, il tramonto è bello, ma sono circondata, giuro, da diverse centinaia di persone assiepate sulla scogliera con i loro cavalletti, binocoli, macchinette col flash (che per fotografare il tramonto non serve a niente), e ovviamente gli immancabili bastoni da selfie, che, per altro, sul ciglio di una scogliera altissima a picco sul mare sono pericolosissimi, perché cadere giù mentre guardi nello schermo del cellulare per aggiustare l’inquadratura è un attimo. E infatti nel recente passato è successo, e non solo qui. È la selezione naturale, bellezza.

Sono contenta per tutte queste persone che vengono qui a vedere il tramonto. Nell’attimo in cui il sole scompare dietro l’orizzonte molti applaudono, “come da tradizione”, spiega il cartello all’ingresso del faro. Sono contenta per loro, un po’ meno per me che magari tornerò tra qualche giorno, conclusa la Semana Santa, a ritrovare questo posto, spero, un po’ meno affollato. Mi domando poi cosa ci sia mai da applaudire. Come ho già scritto, per qualche ragione mi pare che nella penisola iberica i tramonti, praticamente ovunque, siano molto più belli che da noi. A dirla tutta, però, questo tramonto al Cabo de São Vicente non era neppure niente di che. Molto meglio quello di ieri, al mio arrivo, visto dalla scogliera sopra la spiaggia di Beliche. Il sole stava per tramontare quando ho parcheggiato la macchina per incontrare uno dei miei temporanei padroni di casa di ritorno da una giornata di surf, e il cielo tutt’intorno era lilla. L’ho potuto guardare solo di sfuggita mentre facevo manovra con la macchina dopo sette ore trascorse alla guida. E non c’era nessuno a guardare, nessuno ad applaudire (meno male). Ogni tanto basterebbe avere gli occhi aperti e camminare a testa alta per vedere lo spettacolo della natura, gratis, e senza fare tanta strada. Sarebbe un’ottima occasione da selfie, se volete 😉

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